Lo raccontavamo qualche mese fa: tra le attività di Trash to Treasure c'era una mobilità internazionale in programma per l'autunno. Ecco, quel momento è arrivato: dall'11 al 17 ottobre 2026 un gruppo di giovani provenienti da Italia, Belgio, Spagna e Francia si ritroverà a Gent/Drongen, in Belgio, per una settimana che più che una gita scolastica assomiglia a un piccolo laboratorio a cielo aperto.


Una settimana, non una lezione

La mobilità di Gent non è pensata come un corso frontale né come una gita fuori porta. È un bootcamp: una settimana intensiva in cui i partecipanti,selezionati tra chi ha già seguito i workshop locali organizzati dai quattro partner del consorzio, lavorano fianco a fianco in team internazionali, su progetti concreti legati alle quattro discipline del progetto.

Significa che un ragazzo che a Napoli ha imparato le basi della riparazione elettronica si troverà a collaborare con chi in Spagna ha sperimentato il riuso creativo nell'arte, o con chi in Belgio ha lavorato con stampanti 3D. È proprio in questo incrocio che il progetto trova il suo senso più profondo: i green jobs del futuro raramente stanno chiusi dentro un solo confine disciplinare, e nemmeno dentro un solo confine nazionale.

Tutti i dettagli organizzativi sono sulla pagina Mobility del sito ufficiale del progetto.


Il contributo di COGITO

Per la parte che curiamo noi, l'electronic repair, il punto di partenza è il curriculum "The Green Hardware Entrepreneur", sviluppato da Cogito nell'ambito del progetto. L'idea di fondo è che la riparazione tecnologica, oggi, sia una forma di attivismo pratico: mentre il modello dominante resta ancora "compra, usa, getta", imparare a diagnosticare un guasto, capire come funziona un componente, rimettere in funzione un dispositivo dato per morto è un modo concreto per sottrarre elettronica alla discarica.

I giovani che arrivano a Gent con questo bagaglio non portano solo competenze tecniche — portano un metodo. Ispezione visiva, lettura dei datasheet, test dei componenti: gli stessi passaggi raccontati nei nostri podcast diventano, durante la settimana di mobilità, pratica condivisa con ragazzi che arrivano da percorsi formativi completamente diversi.


Cosa ne verrà fuori?

Cosa cambia, per un diciottenne o ventenne, dopo una settimana così? Ci aspettiamo tre cose, in particolare.

La prima è la conferma, o la scoperta, di un'inclinazione professionale. Molti ragazzi arrivano ai workshop locali per curiosità, senza avere ancora chiaro se la riparazione elettronica — o il making, o l'arte del riuso — possa davvero diventare un mestiere. Vedere altri giovani europei che ci lavorano seriamente, in un contesto internazionale e strutturato, aiuta a togliere quel dubbio.

La seconda è l'esposizione a un metodo di lavoro diverso da quello scolastico: niente voti, niente programma fisso, ma obiettivi concreti da raggiungere in team, con tempi stretti e risorse condivise. È una simulazione onesta di come si lavora davvero in molti contesti professionali, specialmente in ambito artigianale e tecnico.

La terza, meno misurabile ma non meno importante, è la rete. Le amicizie e i contatti che nascono durante una settimana di questo tipo — tra ragazzi di paesi diversi che condividono lo stesso interesse — spesso sopravvivono al progetto stesso, e in alcuni casi diventano il primo passo verso collaborazioni, stage o persino imprese comuni.


Seguiremo la mobilità da vicino e racconteremo, al ritorno, cosa è successo davvero a Gent — con la parola, quando possibile, direttamente ai protagonisti. Per chi vuole seguire il progetto nel frattempo, gli aggiornamenti sono sempre sul blog di Trash to Treasure.


Trash to Treasure è un progetto co-finanziato dal programma Erasmus+ dell'Unione Europea.



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