Se ne abbiamo già parlato qualche mese fa, era per presentare il progetto nelle sue grandi linee: quattro partner europei, quattro discipline, un'idea comune — rimettere in circolo ciò che viene scartato, e mostrare ai giovani che farne un mestiere è possibile. Oggi siamo più avanti, e vale la pena raccontare cosa è stato fatto, cosa si può usare adesso, e cosa ci aspetta nei prossimi mesi.
Parte il progetto Trash to Treasure
Quattro discipline, quattro porte d'accesso ai green jobs
Trash to Treasure è un progetto Erasmus+ che gira attorno a quattro filoni tematici, ognuno gestito da uno dei partner del consorzio:
🔧 Electronic Repair — a cura nostra, di Cogito (Italia): riparazione, riutilizzo e ricondizionamento di schede e componenti elettronici. L'idea di fondo è semplice ma potente: ogni dispositivo riparato è un dispositivo che non finisce in discarica.
🖨️ 3D Technologies — De Creatieve STEM (Belgio): stampa 3D, scansione e fabbricazione digitale al servizio della sostenibilità e del making creativo.
🎨 Artistic Transformations — Ayamola (Spagna): il riutilizzo creativo come pratica artistica. Dai rifiuti nascono opere, strumenti musicali, oggetti nuovi.
♻️ Recycling & Reuse — Digijeunes (Francia): trasformare gli scarti in risorse tangibili, con un occhio all'imprenditoria circolare.
Ogni filone ha la sua community, i suoi materiali, i suoi esperti — e adesso anche i suoi strumenti concreti.
I curricula: percorsi per chi vuole davvero orientarsi
Uno dei risultati più solidi del progetto sono i curricula, guide pensate per chi vuole capire come si costruisce una carriera nell'economia verde — non in astratto, ma con percorsi formativi reali, competenze mappate e riferimenti pratici.
Quello che ci riguarda più da vicino è il curriculum italiano "The Green Hardware Entrepreneur", sviluppato da Cogito. Il punto di partenza? L'idea che la riparazione tech stia diventando una forma di attivismo digitale. In un'epoca in cui l'obsolescenza programmata è la norma, imparare a diagnosticare, smontare e rimettere in funzione un dispositivo è un atto — piccolo o grande — contro lo spreco. Il curriculum traccia un percorso concreto per chi vuole trasformare questa attitudine in un mestiere.
Gli altri curricula — quello belga sul profilo del "Green Entrepreneur and Hybrid Artisan" per le tecnologie 3D, e quello spagnolo sul "Reuse Artist" — sono tutti accessibili direttamente sul sito del progetto.
I podcast: voci dal campo
Forse la cosa che ci ha fatto più piacere costruire. Il canale podcast di Trash to Treasure raccoglie sedici episodi distribuiti sulle quattro discipline, con ospiti che fanno questi mestieri sul serio.
Per la parte Electronic Repair, Cogito ha prodotto quattro episodi:
Ep. 1 — Beginning a Career in Repair: la storia di Stefano Viola, come nasce la curiosità per l'elettronica, come diventa competenza, come diventa carriera.
Ep. 2 — How a Repair Company is Born: Gianpaolo Sisto, aka SistoTech, è un creator YouTube che ha costruito una community intera attorno alla riparazione. Un caso interessante di come la passione per il fare diventi anche un modello di business.
Ep. 3 — How to Equip a Workshop: con Federico De Vitiis, una guida pratica per chi vuole allestire un laboratorio di riparazione. Dai multimetri ai saldatori, senza romanticismi inutili.
Ep. 4 — Repair Methodology: ancora con Federico, un episodio sulla mentalità del riparatore: ispezione visiva, ricerca sui datasheet, test dei componenti. Un metodo più che un ricettario.
Sugli altri filoni ci sono storie altrettanto belle. Per citarne una: nel blog del progetto c'è un post su come una normale griglia da panini sia stata trasformata in uno strumento per fondere plastica riciclata — il titolo è A Panini Grill to Melt Precious… Plastic, e vale la lettura. Oppure la storia di una macchina per auto RC a cui è stata data una seconda vita. Piccoli oggetti, grandi ragionamenti. Tutti i post del blog sono qui.
Il Webdesk: parla con un esperto, gratis
Uno degli strumenti più originali del progetto è il Webdesk: uno sportello di consulenza online gratuito, pensato per giovani tra i 13 e i 30 anni che vogliono capire se e come questi mestieri fanno per loro.
Come funziona? Semplice: si prenota una sessione individuale da 30 minuti con uno degli esperti del consorzio, si arriva con le proprie domande — che siano legate a un progetto concreto, a un orientamento professionale, o anche solo alla curiosità di capire come funziona il settore — e si ottengono risposte vere, non materiale promozionale.
Le sessioni sono attive da marzo a giugno 2026. → Prenota qui
In arrivo: workshop e mobilità a Gent
Il progetto prevede anche attività dal vivo, e la più importante in programma è la mobilità internazionale: un bootcamp di una settimana a Gent/Drongen (Belgio), dall'11 al 17 ottobre 2026, aperto ad almeno 20 giovani partecipanti provenienti dai quattro paesi partner.
Non è un corso, è un'esperienza: team internazionali, laboratori pratici, lavoro su progetti reali che toccano tutte e quattro le discipline. Per chi ha partecipato ai workshop locali e vuole capire cosa significa lavorare su questi temi in un contesto europeo, è l'occasione giusta. Tutti i dettagli sulla pagina Mobility.
Nel frattempo ogni partner sta organizzando workshop sul proprio territorio — attività per testare i materiali didattici, sperimentare tecniche, incontrare persone. Novità e aggiornamenti in tempo reale li trovate sul blog del progetto.
Il progetto è vivo, i materiali ci sono, gli esperti sono disponibili. Se conosci ragazzi e ragazze tra i 13 e i 30 anni che hanno già in testa qualcosa su riparazione, stampa 3D, arte del riuso o riciclo creativo — mandali a curiosare su trashtotreasure.eu. O mandali direttamente al Webdesk: è gratuito e vale il tempo.
Trash to Treasure è un progetto co-finanziato dal programma Erasmus+ dell'Unione Europea.